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itinerari Dall'appartamento nobile, attraverso un passetto interno, si raggiungeva l'oratorio della Cappella della SS. Annunziata annessa al palazzo, in cui il feudatario a propria discrezione riconosceva il diritto di asilo. La cappella č ad unica navata originariamente coperta da cassettonato ligneo al centro del quale vi era collocata una tela di grandi dimensioni. La cappella era formata di tre altari monumentali in marmo pregiato, di pavimentazione in piastrelle di ceramica smaltata dipinta a mano nel cui centro era riprodotto lo stemma della famiglia Ruffano. Inoltre, sulle pareti interne erano collocati quattro dipinti di ottima fattura; uno di questi era attribuito alla scuola del Solimena. Una presenza caratterizzante il territorio comunale sono le Sorgenti di Saliceto (o Sauceto) e Titomanlio, che anticamente alimentavano il lago di Saliceto. Nel 1912 vennero sondate le falde acquifere; le acque rivelatesi pure ed abbondanti furono incanalate verso il capoluogo e il lago venne prosciugato. Tra il 1928-1960 vennero eseguite opere di ampliamento della sorgente e fu completato l'acquedotto sussidiario di Avellino, che da Sorbo porta l'acqua di Saliceto a molti Comuni della provincia. Ancora oggi le donne sorbesi fanno il bucato alla fonte pubblica. Sulla vetta del Monte Serpico (841 m s.l.m.) sono visibili i ruderi archeologici di Castel Serpico e del borgo fortificato. Il castello feudale eretto dai Conti di Conza intorno al sec. IX, fu costruito quasi certamente nel luogo dove gli antichi coloni eressero il "castrum". Aveva forma rettangolare; sul lato nord si trovava il torrione le cui mura ascendevano a picco sulla facciata orientale del colle. Entro il borgo, lā dove sorgeva il Tempio al Dio Serapide, era stata eretta la chiesa di S. Caterina e S. Pietro e annesso al castello vi era il pozzo del sale. Nel 1469, a causa di una forte pestilenza, il castello di Serpico andō completamente disabitato. Oggi tra le erbe e la vegetazione spontanea affiorano spesse mura, resti di fondamenta delle antiche abitazioni mentre del castello č rimasta solo la base. Testi a cura di Clelia Cipolletta |
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